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I VANGELI SONO STATI SCRITTI DAI TESTIMONI OCULARI?
Uno scettico intervista Dottor Craig L. Blomberg

Quest'articolo estratto dal libro Il caso Gesù di Lee Strobel. Appare qui per gentile concessione di Edizioni Centro Biblico.

«Mi dica», dissi con una vena di sfida nella voce, «è veramente possibile essere una persona intelligente, razionale e critica, e contemporaneamente anche credere che i quattro vangeli furono scritti dalle persone a cui sono stati attribuiti?»

Blomberg posò la sua tazza di caffè sul bordo della scrivania e mi guardò intensamente. «La risposta è sì», disse con convinzione.

Si adagiò sulla sedia e continuò: «È importante riconoscere che, in un certo senso, i vangeli sono anonimi, ma l'uniforme testimonianza della chiesa primitiva era che Matteo, altrimenti conosciuto come Levi, l'esattore delle tasse ed uno dei dodici discepoli, fu autore del primo vangelo nel Nuovo Testamento; che Giovanni Marco, un compagno di Pietro, fu autore del vangelo di Marco appunto; e che Luca, conosciuto come «dottore» beneamato di Paolo, scrisse sia il vangelo di Luca che il libro degli Atti degli apostoli».

«Quanto uniforme era il credo che essi erano gli autori di quei testi?», chiesi.

«Non vi sono altri che hanno preteso di essere gli autori di questi tre vangeli, e neppure altre supposizioni a riguardo», egli rispose, «non sembra che la cosa sia stata neppure mai messa in dubbio».

Non mi accontentai e volli testare ancora il soggetto: «Scusi il mio scetticismo», aggiunsi, «ma non ci sarebbe stato qualcuno che avrebbe avuto una buona motivazione per mentire ed affermare che queste persone avevano scritti i vangeli, pur non avendolo in realtà fatto?»

Blomberg scosse il capo: «Non credo. Si ricordi che si trattava di personaggi inadeguati ed improbabili», disse con un sorriso abbozzato in volto, «Marco e Luca non facevano neppure parte dei dodici discepoli. Matteo lo era, ma essendo stato esattore di tasse, rappresentava un personaggio non tanto amato, quasi come Giuda Iscariota che tradì Gesù!»

«Paragoni questo con quanto accadde quando i fantasiosi vangeli apocrifi furono scritti molto più tardi. Scelsero i nomi di persone ben note ed esemplari come autori: Filino, Pietro, Maria e Giacomo. Questi nomi avevano molto più peso di quelli di Matteo, Marco e Luca. Quindi, per rispondere alla sua domanda, non vi sarebbe stata una buona ragione per attribuire questi vangeli a questi tre nomi meno rispettati, se non fosse stato vero».

Mi sembrò logico, ma era anche ovvio che stava lasciando fuori per convenienza uno degli scrittori. «E che mi dice di Giovanni?», chiesi. «Egli era estremamente importante, infatti non era soltanto uno dei dodici discepoli, ma uno dei tre più vicini a Gesù, insieme a Giacomo e Pietro».

«Sì, egli è l'unica eccezione», Blomberg concesse con un segno della testa, «ed è interessante che quello di Giovanni rappresenti l'unico vangelo circa il quale c'è qualche dubbio a proposito dell'autore».

«Esattamente, qual è la disputa?»


NB: MissionePerTe consiglia la visione di questo filmato del Pastore Pietro Ciavarella di www.solascrittura.it.

«Il nome dell'autore non è in dubbio - si tratta certamente di Giovanni», replicò Blomberg, «solo che non si è sicuri se fosse Giovanni l'apostolo o un altro Giovanni».

«Vede, la testimonianza di uno scrittore cristiano di nome Papia, datata 125 d.C. circa, fa riferimento a Giovanni l'apostolo ed a Giovanni l'anziano, e non è chiaro dal contesto se si tratta della stessa persona, vista da due prospettive diverse, e di due persone diverse. Ma, considerata questa eccezione, le altre antiche testimonianze sono tutte concordi sul fatto che era stato Giovanni l'apostolo, il figlio di Zebedeo, a scrivere il vangelo omonimo».

«E», io dissi nel tentativo di inchiodarlo in qualche modo, «lei è convinto che l'ha scritto lui?»

«Sì, io credo che la grande e fondamentale maggioranza di materiale risale all'apostolo», replicò, «comunque, se si legge attentamente il vangelo, si può notare qualche indicazione che i suoi versetti conclusivi potrebbero essere stati aggiunti dall'autore. Personalmente non ho alcun problema nel credere che qualcuno molto vicino a Giovanni potrebbe aver ricoperto tale ruolo finale, aggiungendo gli ultimi versetti in modo appropriato e creando potenzialmente l'uniformità stilistica dell'intero documento».

«Comunque sia, però, in ogni evento», sottolineò, «il vangelo è chiaramente basato su informazioni riportate da testimoni oculari, proprio come gli altri tre».

Il Dottor Blomberg ha ricevuto il suo dottorato sul Nuovo Testamento in Scozia, presso l'Università di Aberdeen, ed ha poi prestato servizio come associato ricercatore specializzato alla Tyndale House presso l'Università di Cambridge in Inghilterra.

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